| L’ETNA: LA FLORA E LA FAUNA |
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![]() a cura di Tiziana Di Leo
Ricca di storia, di fascino, di miti e leggende l’Etna è anche ricca di coltivazioni, vegetazione spontanea e di una fauna caratteristica. Le rigogliose coltivazioni di frutti nostrani e pregiatissimi, identificabili già a quota 600, giungono senza alcuno sforzo fino a 1000 metri s.l.m.Le coltivazioni locali, tra i 600 e gli 800 metri s.l.m., costituiscono un cerchio ideale, con le cromie della terra, che cinge i fianchi della montagna. I territori di Bronte e Maletto sono famosi per le coltivazioni, rispettivamente, di pistacchio e fragole e per l’abbondanza di prodotti tipici realizzati con questi semplici prodotti della terra (torte, gelati, pasticcini etc;). Uscendo da Ragalna, in direzione del Vulcano, prosperano invece le colture di svariati frutti quali le mele, dai diversi colori (dovuti alla tipicità del terreno e del clima) e dalle dimensioni così singolari. Queste mele sono, infatti, molto piccole rispetto a quelle che compriamo di solito dal fruttivendolo di fiducia o al supermercato ma il loro gusto così dolce e succoso riesce a conquistare anche il palato più esigente. E continuando lungo questa strada non è difficile incontrare anche colture di pere e di pesche, quest’ultime rare e insolite si sono meritate il soprannome di “tabacchiere dell’Etna” a causa della singolare forma. Infine a quota 1000 nella zona del Pedemontano sorgono i vigneti di Nerello, famosi e decantati vigneti dai quali nasce il vino dell’Etna a marchio D.O.C. Oltre i 1000 metri vi è abbondanza di vegetazione silvestre e selvatica. Passeggiando tra i 1000 e i 2000 metri si incontrano gli ulivi e la ginestra dall’intenso colore giallo e dall’inebriante profumo, poi lentamente il paesaggio cambia e davanti al visitatore si distendono incantevoli boschetti di castagni, con i loro sottoboschi particolarmente belli e odorosi in autunno. Continuando a salire si incontrano betulle, faggi e pini laricati. Poco al di sopra dei 2000 metri si incontrano la saponaria, l’astragalus (tipico della macchia mediterranea) e ancora più su radure di muschi e licheni. Anche la fauna del “gigante buono” è assai varia. Le creature che si possono incontrare passeggiando per i vari scenari che il vulcano ci offre sono moltissime. E’ davvero molto facile avvistare conigli e volpi, talvolta quest’ultime si lasciano anche avvicinare dai turisti, in cerca di un po’ di cibo. Più difficile è invece avvistare ghiri, istrici e ricci (quest’ultimi si trovano semi coperti nelle zone in cui il fango sta essiccandosi). Vi è poi il celeberrimo cirneco dell’Etna, un cane da caccia, fedelissimo compagno ed abilissimo cacciatore appunto, da secoli al fianco degli abitanti delle zone etnee. E se per caso avete l’ardire di alzare lo sguardo verso il cielo, a volte terso a volte minaccioso e scuro, noterete (se siete pazienti e fortunati) una magnifica sfilata di volatili anche dalle singolari dimensioni, dalle colombacce ai gheppi, alle poiane e persino all’aquila reale dalla sorprendente apertura alare, uccello rarissimo ed in via di estinzione. La vita notturna (la movida animale) sul vulcano è molto animata, molti sono predatori spietati ed approfittano del favore delle tenebre per compiere incursioni e razzie notturne ai danni di più miti creature. Qualche volatile notturno, anch’egli a caccia, fa capolino da un albero o si lancia sulla preda, come il gufo dal simpatico ed inconfondibile verso, ghiotto di insetti e piccole creature del sottobosco. Ed infine, c’era una volta il lupo! Proprio così, molti molti anni fa il lupo era una delle creature più presenti e numerose sul vulcano. Adesso questo splendido animale è sparito non solo dall’Etna ma anche dal resto della Sicilia ed una stupida, arcaica lotta contro questa specie ne ha reso difficile l’esistenza e ne sta compromettendo la sopravvivenza anche in altre parti d’Italia. Le comunità di lupi sono sempre più esigue, minacciate dalla stupidità dell’uomo. La flora e la fauna di questo immenso gigante buono sono custoditi in maggior misura dal PARCO DELL’ETNA, un’area naturale protetta, sorta alla fine degli anni ottanta proprio a tutela, regolamentazione e sviluppo delle meraviglie faunistiche, boschive e floreali che vivono sul nostro vulcano. Ma a ciascuno di noi spetta la parte più importante: la tutela di un luogo dipende dalla civiltà e dal rispetto di ogni singolo cittadino. Ricordiamocelo durante la prossima scampagnata, la prossima volta che dalla vetta osserveremo il panorama mozzafiato delle nostre città ai piedi di questo immenso vulcano, la prossima volta che saremo sull’Etna per un’avvincente esplorazione dei crateri, delle aree boschive, delle grotte e delle altre straordinarie attrazioni a pochi passi da noi. Ricordiamoci che quello che per noi è un piccolo gesto (raccogliere una cartaccia, evitare di accendere fuochi e di bivaccare, evitare di sfigurare alberi e piante con “graffiti metropolitani”) per il nostro Vulcano rappresenta la sopravvivenza e la preservazione nel tempo. |

